
Il gioco dei dadi è uno dei
più antichi al mondo, non vi sono delle testimoninanze
o comunque degli elementi che facciano una grande chiarezza sull'origine
di questo gioco ma alcune cose sono certe. Il ritrovamento di
una sorta di dadi è stato fatto in diverse tombe dei territori
orientali, in diverse zone asiatiche si sono appunto ritrovati
pezzi di osso che riconducono abbastanza sicuramente all'attuale
gioco. Prima ancora che nascesse la scrittura i dadi esistevano
quindi e vi sono purtroppo molti elementi confusi e poco chiari
nelle trascrizioni che gli antichi fecero su tale gioco. Gli ossi
ritrovati sono di forma poliedrica, ancor'oggi esistono molti
tipi di giochi fatti con dadi di forme diverse da quella che siamo
abitualmente portati ad immaginare, la forma cubica.
I dadi tradizionali, ossia quelli
usati nei tempi moderni per i classici giochi praticati all'interno
delle sale da gioco, hanno forma cubica e riportano i numeri da
1 a 6 sulle proprie facce. Il lancio dei dadi termina in un risultato
dato dalla faccia che si ferma superiormente, quasi tutti i giochi
classici fatti con i dadi vengono giocati con una coppia di dadi.
Mentre nel corso del tempo la realizzazione dei dadi ha visto
molti materiali per l'utilizzo, oggi come oggi la plastica ed
i materiali sintetici sono ormai quasi l'unica soluzione adottata
per la loro realizzazione.
La differenza tra un semplice dado
numerato ed uno professionale adoperato all'interno delle sale
da gioco, sta nel fatto che l'incisione dei numeri su ognuna delle
facce asporta quantità di materiale differente a seconda
della quantità di pallini che sono presenti, ad esempio
il numero 6 ha sei incavi mentre il numero 1 ne ha uno solo, questo
provoca uno sbilanciamento, sebbene minimo, pertanto i dadi professionali
del casinò risultano lievemente intaccati, quasi lisci,
in modo da non avere una differenza di peso tra le diverse facce
del dado tentando di mantenere una equilibratura omogenea in ogni
parte di esso.